It

Testi

È proprio vero quello che hai detto. L’oblio non ha alcuna importanza. E nemmeno la morte. – La morte non esiste! La morte esiste. E non potete neanche immaginare quanto sia vicina. Ma non è questo il problema. Per la loro inevitabilità, non hanno alcun significato né la morte, né la nostra scomparsa, né il nostro passaggio al regno dei morti. Be’, sarebbe ridicolo contestare i cicli lunari. Sarebbe ridicolo non adeguarsi al corso dei fiumi. Dobbiamo considerarli come un dato di fatto e prenderne atto con tranquillità, come di tutto ciò che è inevitabile. Davvero importante è il nostro essere innamorati, l’amore, la capacità di amare che conserviamo in noi stessi, che portiamo con noi, con la quale viviamo. Perché non sappiamo quanto amore ci verrà concesso, quanto ne abbiamo dentro di noi, quanto possiamo aspettarcene in futuro. Trovarlo è una gioia, perderlo un dolore e una disgrazia. Viviamo tutti in questa strana città, siamo tutti rimasti qui, oppure ci torniamo prima o poi. E viviamo serbando dentro di noi questo amore come una colpa, come la memoria che racchiude in sé ogni nostra esperienza e il nostro sapere. E questa presenza nel nostro respiro e nel nostro palato è la cosa più intrigante della vita. Ogni mattina mi sveglio e ricordo ogni donna che ho incontrata e con la quale ho avuto a che fare. Donne allegre o preoccupate, spensierate o avvilite, vergini o incinte. Credo che per me la cosa fondamentale sia sempre stata la loro compagnia, la possibilità o l’impossibilità di condividere con loro la capacità d’innamorarsi, il mio amore. Il resto non era che una conseguenza di questo stato d’innamoramento e non aveva, in fin dei conti, alcuna importanza né alcun senso Dunque anche parlare di altro non ha alcun senso. E adesso, dopo tante chiacchiere, andate a farvi un bel bagno! E così fecero. Una comitiva chiassosa s’infilò fra gli alberi, grata al padrone di casa per aver detto parole tanto sagge, anche se un po’ patetiche. Qualcuno teneva in mano una bottiglia di vino, altri facevano luce col cellulare per trovare il sentiero e scendere a riva.

Era stata una gran bella idea quella di fermarmi qui, sulla riva, vicino all’acqua. Stare a guardarla mentre si spogliava ed entrava nel fiume, rendersi conto che si può sempre entrare in qualsiasi fiume, senza fine. Si può rimanere per un tempo indefinito circondati dall’acqua, attendere all’infinito il ritorno di quelli che abbiamo conosciuto e amato. Il fiume ti porta ogni intonazione che hai ascoltato, conserva tutto il calore lasciato sulla riva. I fiumi sanno attendere, ricominciare dal principio. Per questo l’alveo del fiume si stende senza limiti, la corsa dell’acqua non si arresta mai, e nessuno può fermare quell’enorme massa di luce bagnata, di caldo e di freddo. Non posso fare altro che aspettarla qui sulla riva per poi tornare indietro verso la città.

Pensai che avrei conservato a lungo nella memoria l’odore di quest’acqua, l’odore di argilla e di erba, l’odore di fumo e d’autunno, l’odore della vita che non è ancora finita e della morte che non è ancora arrivata. E cosa ricorderà invece lei? Ricorderà il silenzio che regna sopra di noi? O forse ricorderà il respiro che sta crescendo adesso in mezzo al silenzio? In realtà dipende da noi. In primo luogo dal nostro desiderio di ricordare qualcosa. Oppure di non ricordare nulla.

© Serhiy Zhadan | Traduzione di Giovanna Brogi e Mariana Prokopovyč

Guarda la versione multimediale

Elenco di testi | Testo successivo