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Nel frattempo
l’ennesima storia sta per finire.
E si allungano le ombre sui tumuli di marzo,
e la luce sta aumentando,
e appare l'illusione,
che questa volta tutto sarà diverso,
che la geometria della polvere solare
e l'alchimia del respiro
assolveranno al loro compito,
e quest'anno sarà ricordato per la sua erba precoce,
e le piogge saranno inaspettate,
come poesie,
scritte
da poeti innamorati delle loro donne.

Qui nulla è dato in cambio di nulla,
e verrà l’ora di rispondere per tutto
e di fare il conto per tutto
dai pubblicani, che raccolgono
il nero tributo della nostra solitudine.

Lasciamo dietro di noi,
i gambi secchi della passione come quelli delle rose
sui balconi dell'hotel,
lasciamo graffi profondi
sulla bronzea pelle.

E nel frattempo girano
lae macine della giustizia,
lavorano i mulini del Signore,
cospargono di polvere solare
sulla città a marzo.

Alzino la mano quelli
che erano pronti a vendere l'anima
per un amore felice,
ma poi non si sono messo d’accordo con il mediatore;
alzino la mano
quelli che non avrebbero mai osato,
e alzino anche la mano tutti gli altri,
quelli che semplicemente non hanno accettato i termini del contratto.

Nel frattempo
il sole si muove,
il tempo non si ferma,
i nostri cuori si aggrappano
come nidi di rondine,
ai sottotetti dell’amore
A lungo, a lungo lavoreranno i mulini del Signore,
A lungo, a lungo lavoreranno i mulini del signore
A lungo, a lungo lavorano

© Serhiy Zhadan | Traduzione di Lorenzo Pompeo

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